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Mascia, come si arriva alla Basia
partendo da Como, la tua città natale?
E’ stato il destino, impersonato da un amico comune, mio
e di Elena, che frequentava la mia stessa facoltà
all’Università: ci ha presentato ed è iniziato tutto.
Quando nasce il tuo rapporto con i cavalli?
Da sempre, fin da bambina, nutrivo il bisogno di stare
vicino ai cavalli, poi a diciotto anni ho potuto fare una
vacanza a cavallo, e l’amore si è trasformato in lavoro,
infine si è concretizzato con la laurea in Scienze della
Produzione Animale.
Di che cosa ti occupi all'interno della Basia?
Della gestione della scuderia, dell’alimentazione
mirata dei cavalli, di portare i cavalli al paddock,
verificare lo stato di salute dei cavalli, valutare se hanno
o meno dei problemi. Infine, do lezioni ad adulti e bambini
ed accompagno clienti piccoli e grandi in escursioni e
passeggiate a cavallo.
Tu, che abiti proprio in azienda, puoi dirci come si
vive alla Basia?
Benissimo! Il posto come si può vedere è bellissimo,
tranquillo. Diventa speciale quando si pernotta qui, e la
magia del silenzio, dei profumi del bosco, la solitudine,
regalano sensazioni ed emozioni uniche a chi si ferma a
soggiornare, anche per poco, in questo angolo di paradiso
immerso nel verde. La gente che frequenta La Basia, è
speciale, disponibile, gentile: segue un po’ la nostra
filosofia, e quindi si trova molto bene. Fin dai primi
clienti, all’inizio di questa avventura, si notava
l’affinità che le persone trovavano e provavano per La Basia
e per le persone che lavorano qui, fino a farsi coinvolgere
nel progetto.
Formalismo, divisa?
Lo stile è diverso dalle altre scuole di equitazione, non
c’è il formalismo classico per la divisa, per sentirsi parte
di un club. Ci sono momenti in cui anche noi utilizziamo la
divisa, ma si parla di manifestazioni o eventi particolari.
Nella normale routine di allenamento o di sport, si
predilige la comodità: che il cavaliere si senta a proprio
agio con il cavallo e con se stesso. Il concetto che
traspare è di amicizia e di divertimento, piuttosto che
competizione.
Quali sono le attività che meglio rappresentano
l'attività del Centro Ippico Predefitte?
Penso che la cosa più ci distingue, tra i circoli ippici
della zona, è l’attività di CAVALGIOCARE® con i bambini
anche molto piccoli: si va a cavallo anche a quattro anni.
Mentre l’adulto che va in passeggiata, anche se è un adulto,
non viene messo sul cavallo come se il cavallo fosse un
taxi, che lo porta a fare un giro e ritorno. Istruire un
adulto è più difficile che istruire un bambino, perché
possiede delle convinzioni, delle abitudini e delle posture
ormai consolidate; spesso ci si trova a dover modificare
profondamente queste caratteristiche della persona per
insegnare le basi elementari, ma fondamentali,
dell’equitazione. Inoltre non va dimenticato che l’adulto, a
causa dei ritmi intensi e stressanti della vita moderna, ha
sempre fretta, e questa fretta si ripercuote nella gestione
delle proprie emozioni, ansie e bisogni. Questo modo di
vivere poco si addice all’approccio e alla gestione del
cavallo, in quanto anch’esso ha le sue emozioni, ansie e
bisogni; perciò chi si avvicina ai cavalli è invitato a
rallentare il proprio ritmo, per calarsi in quello che
l’animale suggerisce, e tutto ciò favorisce il gusto delle
cose semplici e il relax. Il nostro obiettivo è educare al
rispetto per l’animale: s’impara a considerarlo un soggetto
e non un mezzo per divertirsi e basta. Tranquillità e
sicurezza sono le basi per un approccio sereno e corretto ai
cavalli. Fa parte dell’insegnamento anche pulire, sellare e
dissellare il cavallo, in quanto si apprendono tecniche e
movimenti fondamentali della gestione quotidiana del
cavallo, che rendono più vera l’attività e più indipendente
e sicuro l’allievo - sia l'adulto che il bambino - in un
contesto che tende ad avvicinarlo al cavallo, togliendo quel
velo di paura, o solamente di percezione del cavallo come
semplice mezzo di trasporto.
Quali sono i tuoi compiti giornalieri alla Basia?
Alle 7.30 del mattino i cavalli mangiano; dopo, quelli
che devono andare al paddock vengono condotti fuori. Poi
preparo il cavallo o i cavalli con cui per le lezioni del
mattino. Se ci sono passeggiate, predisponiamo i cavalli per
i clienti. D'estate, quando la temperatura è più calda,
verso le 12.00 ritiriamo i cavalli al fresco nei box e
serviamo loro il pasto. Ci prendiamo cura di valutare
continuamente l’alimentazione, soprattutto di quei cavalli
che sono liberi in collina. In funzione delle attività che
svolgono, variamo loro l’alimentazione. Nel pomeriggio
ancora lezioni e passeggiate. Infine, alle 18.00, di nuovo
il giro del fieno per far mangiare i cavalli.
Il cliente nuovo, che accede per la prima volta alla
struttura, cosa trova?
La prima volta, se non è in grado di gestire il cavallo,
viene istruito all’interno del recinto. Se è in grado di
gestire il cavallo ed è un principiante, ci sono dei
percorsi semplici e pianeggianti. Per i più preparati ci
sono invece percorsi più complessi, con salite e campi
aperti per portare il cavallo al galoppo, oppure gli stessi
percorsi per i principianti ma fatti ad andature più veloci.
Riassumendo, una persona che accede a La Basia trova
tutto?
Quando i clienti accedono per la passeggiata, trovano i
cavalli pronti, per non avere tempi morti, la passeggiata
senza richieste specifiche dura circa un ora, ma si possono
fare dei percorsi da due ore o più. Per ogni altra esigenza
il centro è attrezzato: bere, mangiare, dormire, all’insegna
della natura e di prodotti genuini.
Cosa si incontra durante queste passeggiate?
Rispetto per tutti i luoghi dove si passa, dal campo al
vigneto, alla sorgente, rispettando il duro lavoro del
proprietario, del contadino, sia dei terreni di proprietà
della Basia, sia dei fondi vicini. Si passa nei vigneti,
negli uliveti, nei campi, nei sentieri di campagna.
Cosa rappresenta La Basia per Mascia?
Adesso la casa, la famiglia: è un percorso. Il rapporto
tra noi addetti ai lavori è speciale, molto famigliare: c’è
modo di esporre i propri problemi, la propria visione, ed
ottenere il massimo confronto.
I prossimi progetti?
- La passeggiata notturna
- La passeggiata con pernottamento in agriturismo, o in
tenda su campo attrezzato, o presso altri centri che fanno
tappa sui sentieri.
Quanto è importante l’alimentazione per il cavallo?
L’alimentazione per il cavallo è importantissima, il
cavallo non è nato per vivere nei box, non è nato per
mangiare tre o quattro o cinque volte al giorno. Non è nato
per mangiare i concentrati, o per semplificare i mangimi,
non è nato per nutrirsi con il fieno. Il cavallo è nato per:
camminare, camminare, camminare… Per venti ore al giorno. I
cavalli si adattano al nuovo stato di normalità derivato
dalla vita nel box, attraverso gli alimenti specifici che
gli somministriamo, massimizzando il risultato quindi la
loro salute, in base al carico di lavoro che dovranno
svolgere, evitando le coliche, il dolore ai piedi, ecc. Un
eventuale sovraccarico di energia dovuto alla dieta del
cavallo comportano un aumento dell’attività fisica e
vivacità, a discapito del cavaliere. Se per esempio dovessi
dare ad un cavallo che risiede in un box soltanto mais e
orzo, dopo una settimana non camminerebbe più, perché gli si
infiammerebbero i piedi. Dando invece mangime e poca fibra,
dopo un po’ il cavallo avrà una colica. Per questo motivo
offriamo un'alimentazione naturale e bilanciata e una cura
continua con l'analisi statistica epidemiologica
giornaliera.
Quanti cavalli riuscite a gestire, vista la cura e tutte
queste attività correlate?
Sono in media quaranta, in parte dei clienti, in parte della
scuola.
Traspare, guardando Mascia, una luce calda e soave nei suoi
occhi che non tradiscono. Una persona unica, in un contesto
unico, in equilibrio costante tra le esigenze del cavallo e
del cliente finale. Una nota poetica in questo angolo di
paradiso, che dona ancora una volta semplicità e sentimento
a tutto il gruppo della Basia, avvicinando ancora di più
questi "addetti ai lavori" a noi semplici osservatori esterni.
- di Andrea Ben Leva
ringraziamo
per il suo contributo l'amico Andrea Ben Leva |