Mascia intervistata da Andrea Ben Leva

 

 

 

 

Mascia, come si arriva alla Basia partendo da Como, la tua città natale?
E’ stato il destino, impersonato da un amico comune, mio e di Elena, che frequentava la mia stessa facoltà all’Università: ci ha presentato ed è iniziato tutto.


Quando nasce il tuo rapporto con i cavalli?
Da sempre, fin da bambina, nutrivo il bisogno di stare vicino ai cavalli, poi a diciotto anni ho potuto fare una vacanza a cavallo, e l’amore si è trasformato in lavoro, infine si è concretizzato con la laurea in Scienze della Produzione Animale.


Di che cosa ti occupi all'interno della Basia?
Della gestione della scuderia, dell’alimentazione mirata dei cavalli, di portare i cavalli al paddock, verificare lo stato di salute dei cavalli, valutare se hanno o meno dei problemi. Infine, do lezioni ad adulti e bambini ed accompagno clienti piccoli e grandi in escursioni e passeggiate a cavallo.
 

Tu, che abiti proprio in azienda, puoi dirci come si vive alla Basia?
Benissimo! Il posto come si può vedere è bellissimo, tranquillo. Diventa speciale quando si pernotta qui, e la magia del silenzio, dei profumi del bosco, la solitudine, regalano sensazioni ed emozioni uniche a chi si ferma a soggiornare, anche per poco, in questo angolo di paradiso immerso nel verde. La gente che frequenta La Basia, è speciale, disponibile, gentile: segue un po’ la nostra filosofia, e quindi si trova molto bene. Fin dai primi clienti, all’inizio di questa avventura, si notava l’affinità che le persone trovavano e provavano per La Basia e per le persone che lavorano qui, fino a farsi coinvolgere nel progetto.


Formalismo, divisa?
Lo stile è diverso dalle altre scuole di equitazione, non c’è il formalismo classico per la divisa, per sentirsi parte di un club. Ci sono momenti in cui anche noi utilizziamo la divisa, ma si parla di manifestazioni o eventi particolari. Nella normale routine di allenamento o di sport, si predilige la comodità: che il cavaliere si senta a proprio agio con il cavallo e con se stesso. Il concetto che traspare è di amicizia e di divertimento, piuttosto che competizione.


Quali sono le attività che meglio rappresentano l'attività del Centro Ippico Predefitte?
Penso che la cosa più ci distingue, tra i circoli ippici della zona, è l’attività di CAVALGIOCARE® con i bambini anche molto piccoli: si va a cavallo anche a quattro anni. Mentre l’adulto che va in passeggiata, anche se è un adulto, non viene messo sul cavallo come se il cavallo fosse un taxi, che lo porta a fare un giro e ritorno. Istruire un adulto è più difficile che istruire un bambino, perché possiede delle convinzioni, delle abitudini e delle posture ormai consolidate; spesso ci si trova a dover modificare profondamente queste caratteristiche della persona per insegnare le basi elementari, ma fondamentali, dell’equitazione. Inoltre non va dimenticato che l’adulto, a causa dei ritmi intensi e stressanti della vita moderna, ha sempre fretta, e questa fretta si ripercuote nella gestione delle proprie emozioni, ansie e bisogni. Questo modo di vivere poco si addice all’approccio e alla gestione del cavallo, in quanto anch’esso ha le sue emozioni, ansie e bisogni; perciò chi si avvicina ai cavalli è invitato a rallentare il proprio ritmo, per calarsi in quello che l’animale suggerisce, e tutto ciò favorisce il gusto delle cose semplici e il relax. Il nostro obiettivo è educare al rispetto per l’animale: s’impara a considerarlo un soggetto e non un mezzo per divertirsi e basta. Tranquillità e sicurezza sono le basi per un approccio sereno e corretto ai cavalli. Fa parte dell’insegnamento anche pulire, sellare e dissellare il cavallo, in quanto si apprendono tecniche e movimenti fondamentali della gestione quotidiana del cavallo, che rendono più vera l’attività e più indipendente e sicuro l’allievo - sia l'adulto che il bambino - in un contesto che tende ad avvicinarlo al cavallo, togliendo quel velo di paura, o solamente di percezione del cavallo come semplice mezzo di trasporto.


Quali sono i tuoi compiti giornalieri alla Basia?
Alle 7.30 del mattino i cavalli mangiano; dopo, quelli che devono andare al paddock vengono condotti fuori. Poi preparo il cavallo o i cavalli con cui per le lezioni del mattino. Se ci sono passeggiate, predisponiamo i cavalli per i clienti. D'estate, quando la temperatura è più calda, verso le 12.00 ritiriamo i cavalli al fresco nei box e serviamo loro il pasto. Ci prendiamo cura di valutare continuamente l’alimentazione, soprattutto di quei cavalli che sono liberi in collina. In funzione delle attività che svolgono, variamo loro l’alimentazione. Nel pomeriggio ancora lezioni e passeggiate. Infine, alle 18.00, di nuovo il giro del fieno per far mangiare i cavalli.


Il cliente nuovo, che accede per la prima volta alla struttura, cosa trova?
La prima volta, se non è in grado di gestire il cavallo, viene istruito all’interno del recinto. Se è in grado di gestire il cavallo ed è un principiante, ci sono dei percorsi semplici e pianeggianti. Per i più preparati ci sono invece percorsi più complessi, con salite e campi aperti per portare il cavallo al galoppo, oppure gli stessi percorsi per i principianti ma fatti ad andature più veloci.


Riassumendo, una persona che accede a La Basia trova tutto?
Quando i clienti accedono per la passeggiata, trovano i cavalli pronti, per non avere tempi morti, la passeggiata senza richieste specifiche dura circa un ora, ma si possono fare dei percorsi da due ore o più. Per ogni altra esigenza il centro è attrezzato: bere, mangiare, dormire, all’insegna della natura e di prodotti genuini.


Cosa si incontra durante queste passeggiate?
Rispetto per tutti i luoghi dove si passa, dal campo al vigneto, alla sorgente, rispettando il duro lavoro del proprietario, del contadino, sia dei terreni di proprietà della Basia, sia dei fondi vicini. Si passa nei vigneti, negli uliveti, nei campi, nei sentieri di campagna.


Cosa rappresenta La Basia per Mascia?
Adesso la casa, la famiglia: è un percorso. Il rapporto tra noi addetti ai lavori è speciale, molto famigliare: c’è modo di esporre i propri problemi, la propria visione, ed ottenere il massimo confronto.


I prossimi progetti?
- La passeggiata notturna
- La passeggiata con pernottamento in agriturismo, o in tenda su campo attrezzato, o presso altri centri che fanno tappa sui sentieri.


Quanto è importante l’alimentazione per il cavallo?

L’alimentazione per il cavallo è importantissima, il cavallo non è nato per vivere nei box, non è nato per mangiare tre o quattro o cinque volte al giorno. Non è nato per mangiare i concentrati, o per semplificare i mangimi, non è nato per nutrirsi con il fieno. Il cavallo è nato per: camminare, camminare, camminare… Per venti ore al giorno. I cavalli si adattano al nuovo stato di normalità derivato dalla vita nel box, attraverso gli alimenti specifici che gli somministriamo, massimizzando il risultato quindi la loro salute, in base al carico di lavoro che dovranno svolgere, evitando le coliche, il dolore ai piedi, ecc. Un eventuale sovraccarico di energia dovuto alla dieta del cavallo comportano un aumento dell’attività fisica e vivacità, a discapito del cavaliere. Se per esempio dovessi dare ad un cavallo che risiede in un box soltanto mais e orzo, dopo una settimana non camminerebbe più, perché gli si infiammerebbero i piedi. Dando invece mangime e poca fibra, dopo un po’ il cavallo avrà una colica. Per questo motivo offriamo un'alimentazione naturale e bilanciata e una cura continua con l'analisi statistica epidemiologica giornaliera.


Quanti cavalli riuscite a gestire, vista la cura e tutte queste attività correlate?
Sono in media quaranta, in parte dei clienti, in parte della scuola.

 

Traspare, guardando Mascia, una luce calda e soave nei suoi occhi che non tradiscono. Una persona unica, in un contesto unico, in equilibrio costante tra le esigenze del cavallo e del cliente finale. Una nota poetica in questo angolo di paradiso, che dona ancora una volta semplicità e sentimento a tutto il gruppo della Basia, avvicinando ancora di più questi "addetti ai lavori" a noi semplici osservatori esterni.

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di Andrea Ben Leva

 

ringraziamo per il suo contributo l'amico Andrea Ben Leva